Considerazioni dopo il congresso NCD

Di ritorno da Roma provo a tracciare il bilancio di questo mia partecipazione al congresso fondativo del Nuovo Centrodestra.

La premessa necessaria è che si è trattato di un congresso VERO. Sicuramente celebrativo, come si conviene per un battesimo pubblico, ma soprattutto un congresso dove è stato possibile discutere, confrontarsi, valutare e soprattutto votare.

Ho cercato di rispettare il mandato ricevuto dal mio circolo e sono stato coprotagonista di un accesissimo dibattito in commissione sul futuro ruolo dei circoli, sulla democrazia interna e sulla catena di comando.

E come in ogni congresso che sia degno di questo nome, su alcuni temi ho vinto, su altri ho mediato e su altri ancora ho perso sonoramente.

Nello statuto di NCD il ruolo centrale dei circoli è stato riconosciuto e valorizzato. I circoli sono la cellula base del partito,  il motore dal basso delle scelte politiche.  Chi vorrà partecipare attivamente alla vita del partito e avere la possibilità di eleggerne gli organi o di essere eletto,  dovrà aderire ad un circolo o fondarne uno nuovo.

Il tema delle primarie è stato inserito nello statuto come modalità di selezione dei candidati ma si è rimandata ad un regolamento attuativo da emanarsi in un secondo momento la puntuale declinazione di tale principio.

Controverso invece è stato il tema degli organi di comando del partito. In commissione abbiamo a lungo dibattuto sulla opportunità di prevedere un ufficio di presidenza quale organo consultivo del presidente stesso che fosse pariteticamente composto da cinque membri nominati dal presidente e da cinque eletti dalla Direzione nazionale a garanzia di un certo pluralismo nelle decisioni. Su questo tema abbiamo a fatica trovato una mediazione messa ai voti e approvata in commissione ancorché con una maggioranza risicata, contestata dal presidente della commissione in maniera così forte da farmi decidere di abbandonare i lavori.

L’emendamento da me a fatica ripresentato in plenaria (non finirò mai di ringraziare i tantissimi amici che mi hanno aiutato a trovare le cinquanta firme necessarie allo scopo; ragazzi siete stati fantastici!) è stato poi respinto dall’assemblea, complice anche la legittima presa di posizione in senso contrario dell’onorevole Cicchitto.

In conclusione, mentre attendiamo di conoscere i nomi degli eletti all’Assemblea nazionale (dove spero di potermi prendere una piccola rivincita…), non posso che riconoscere come il Nuovo Centrodestra sia partito con il piede giusto; ha dato finalmente una piccola ma confortevole casa al dibattito e al confronto delle idee nello schieramento moderato e questa è sinceramente la più  grande vittoria che io possa ottenere.