Siamo al ridicolo. Come è possibile sentenziare che la presenza del crocifisso costituisca un “violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni”? Solo un organismo europeo poteva arrivare ad una pronuncia tanto miope e allo stesso tempo tanto invasiva (qui)!
Come si fa a non capire che il crocifisso è parte della tradizione italiana che, indipendentemente da come la si pensi in fatto di fede, è culturalmente e storicamente cattolica?
La cosa e tanto più grave se si pensa a quello che realmente lede il diritto alla libertà cioè la mancata applicazione sul piano economico della parità scolastica.
Il Governo, che ha annunciato subito e correttamente il ricorso contro la sentenza, si ricordi anche che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (articolo 3 della Costituzione).