Carissimo, credo che a due giorni dal referendum sia possibile fare alcune considerazioni in serenità. Non so che scelta “dell’ultimo minuto” tu abbia compiuto; la cosa non ha più molta importanza. Ne credo che mai te ne chiederò conto. Il lungo dialogo che abbiamo avuto alla vigilia mi ha tranquillizzato sulla nostra concordia (nel senso latino del termine). Ti confesso che per un “astensionista militante” come me l’esperienza del seggio è stata decisamente dolorosa e non certo perché il compito in se mi fosse gravoso (sai bene che sono un servitore delle istituzioni!). Non è stato facile rispondere con il giusto distacco alla domanda: “Presidente, come va? Ce la facciamo con il quorum?”, e magari chi me lo chiedeva era una giovane mamma con bambino al seguito…come, allo stesso modo è stata dura vedere amici e conoscenti vari che, usciti dalla funzione domenicale del mattino venivano da me a votare, spesso mostrando un malcelato disagio nei miei confronti… E’ l’abisso della libertà nel grande paradosso della democrazia partecipata! Comunque, credo che quando gli strascichi partitici (non politici!) del mancato quorum saranno superati si potrà, forse con maggiore consapevolezza e minore pressappochismo referendario, tornare a discutere di legge 40.