Poco meno di un anno fa, all’indomani del pareggio elettorale che avrebbe portato alla travagliata nascita del Governo Letta, scrivevo in un post dal titolo “Un nuovo centrodestra”:
“Il PdL deve compiere una metamorfosi radicale, deve tornare a parlare il linguaggio dei moderati. Riduzione della spesa pubblica e del perimetro dell’intervento statale in economia, liberalizzazioni, sussidiarietà e federalismo, parità scolastica e chiarezza sulle scelte etiche.
E, naturalmente, ricambio della classe dirigente con criteri meritocratici.”**
Era un’auspicio, una speranza di trasformare la crisi in una occasione di rilancio.
Tutto ciò non è avvenuto.
Le cronache hanno invece registrato un involuzione del partito, sempre più arroccato sulle posizioni sfasciste dei falchi e dei cattivi consiglieri di Berlusconi.
L’assunzione di responsabilità di cui il PdL si era fatto carico, contribuendo fattivamente alla nascita dell’unico governo possibile dopo l’esito sciagurato delle elezioni (celebratesi con la più sciagurata delle leggi elettorali) è venuta meno con il ritorno alla vecchia denominazione di Forza Italia e il suo posizionamento all’opposizione.
Silvio Berlusconi è oggetto in queste ore di un’offensiva giustizialista senza precedenti e il pavido voto di ieri sera in Senato mostra tutta la meschinità dei suoi nemici che gioiscono per la sua caduta per via amministrativa, essendogli per vent’anni sfuggita quella elettorale.
Ma la sacrosanta difesa di Berlusconi non può essere un alibi per non vedere che in FI ormai c’è un’aria irrespirabile: decisioni contraddittorie calate dall’alto, assenza del benché minimo dibattito, nessun criterio meritocratico o democratico nella selezione della classe dirigente. Certamente al suo interno militano ancora moltissime persone di valore, ma ormai restano sullo sfondo, senza nessuna possibilità di fare realmente la differenza.
Per queste ragioni, insieme con moltissimi amici a quali spero presto si aggiungeranno tante altre persone di buona volontà, ho deciso di aderire al progetto di Alfano e Lupi per costituire un nuovo soggetto politico, ispirato ai valori del Partito Popolare Europeo e saldamente ancora nel centrodestra moderato e riformista.
“Nuovo Centrodestra” per l’appunto, un partito costruito dal basso, che adotta il metodo delle primarie per selezionare la propria classe dirigente, che ha come faro la sussidiarietà, la centralità della famiglia e il rispetto per la vita, la libertà di intrapresa e la riduzione dell’ingerenza dello Stato nella vita delle persone.
Ripartiamo dunque con “poche idee, in compenso fisse”, come soleva dire un noto cantautore genovese, dalla grande manifestazione di fondazione del Nuovo Centrodestra che si terrà a Roma il 7 Dicembre 2013 alle 11 presso gli Studi De Paolis di via TIBURTINA, 521.
È tempo di rimettersi in marcia.
P.S. Nelle prossime ore sarà possibile anche da questo sito fornire il proprio nominativo per la pre-adesione al movimento tramite la compilazione di un form.