Sciamannati e padri di famiglia…

Il Ministro Bossi consiglia a Formigoni di “non esagerare” con le critiche alle manovra del governo sui conti pubblici.
Noi ci permettiamo di suggerire al ministro di non prendere troppo sottogamba le indicazioni che vengono dal Governatore della Lombardia che sono condivise peraltro dai leghisti Zaia e Cota e dagli altri Presidenti di Regione che all’unanimità hanno bocciato questa manovra come “iniqua e incostituzionale”.

Facciamo due conti.

La manovra si concentra essenzialmente sulla riduzione di spesa pubblica – principio sacrosanto e condivisibile in generale,  tanto più in questi tempi di vacche magre. La stortura sta nella ripartizione dei sacrifici; come ampiamente documentato ( vedi le tabelle pubblicate su “il Revisore”), alle Regioni spetta un taglio pari a circa il 13,28% della spesa, ai Comuni il 3,17% le Province il 3,08% mentre lo Stato limiterà i tagli a se stesso riservati ad un 2,07%…

Risulta evidente anche ai più sprovveduti che lo Stato si limita ad una correzione poco più che formale della propria propensione alle spesa mentre alle Regioni è chiesto un sacrificio notevole, sacrificio che si ripercuoterà inevitabilmente sui cittadini con la riduzione di servizi essenziali come il trasporto pubblico locale, i servizi socio sanitari e assistenziali (ancora dal Il Revisore).

Bisogna poi aggiungere l’ulteriore stretta sul Patto di Stabilità interno e da ultimo, giova ricordare che il federalismo fiscale rischia di morire nella culla (qui per approfondire).

Se l’impianto e il saldo della manovra sono sicuramente condivisibili e immodificabili (anzi, ce ne vorrebbe una ogni sei mesi se davvero si volesse aggredire il moloch del debito pubblico e della burocrazia improduttiva), e condividendo l’assunto che una certa ventata liberale sia auspicabile per il Paese anche sul piano semplicemente culturale, appare difficile comprendere come il principio della virtuosità non debba essere invece declinato e applicato a tutti i livelli istituzionali. I virtuosi come la Regione Lombardia sono colpiti come la Regione Calabria che invece non brilla per efficienza amministrativa; allo stesso modo vengono soppresse totalmente e da subito le retribuzioni dei consiglieri circoscrizionali (circa cinquecento euro al mese) e ci si limita ad una spolveratina agli stipendi dei parlamentari, peraltro a partire dal 2013…

Il taglio lineare è roba da ragionieri (senza alcuna offesa per la categoria che anzi gode della mia più sincera stima e simpatia) non da Ministri dell’Economia che, al contrario, sono chiamati a fare scelte politiche. Si taglia – incidendo molto, nella carne – col bisturi e non con la mannaia.

Ci affidiamo come sempre alla lungimiranza del Presidente Berlusconi, che poche ore fa ha incontrato i Presidenti delle Regioni, sapendo di poter contare sulla intelligenza e l’equità di un buon padre di famiglia.

Gli sciamannati se ne facciano una ragione…