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Per Renzi la parità scolastica vale meno di 80 euro all’anno

La montagna ha partorito il solito topolino. Peggio ancora, la ridicola detrazione fiscale prevista dal DDL sulla “Buona Scuola” di Renzi rischia di mettere la parola fine ad ogni futuro discorso sulla parità tra scuole statali e non statali.

Dal testo si evince chiaramente che quella che fu annunciata pomposamente come una detrazione fiscale di 4000 euro per chi iscrive i propri figli alle scuole paritarie si è ridotta ad una defiscalizzazione del 19% (meno di 80 euro…)  sulle spese sostenute per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, senza peraltro distinguere tra private e statali.

Sinceramente appaiono prive di ogni fondamento le prese di posizioni trionfali da parte di coloro che sostengono  si tratti comunque di una conquista anche solo il semplice inserimento nella normativa del principio. Lo sarebbe stata se il principio fosse stato fissato in costituzione e non relegato ad un emendamento al  DPR del 1986 sulle detrazioni fiscali delle quali – è bene ricordarlo – sono da anni oggetto di studi  e proposte per la loro sistematica riduzione.

Non posso che ringraziare il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi per gli sforzi compiuti e per aver sinceramente cercato di portare a casa un risultato che,  sono convinto,  fosse ben più significativo.

Purtroppo – occorre dirlo con chiarezza –  questa è la prova del fatto che per realizzare una effettiva parità scolastica occorre il ministero dell’economia, non certo quello dell’istruzione.

 

Diritto allo studio

 

Il Crocefisso nelle scuole lede il diritto dei genitori…

Siamo al ridicolo.  Come è possibile sentenziare che la presenza del crocifisso costituisca un “violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni”? Solo un organismo europeo poteva arrivare ad una pronuncia tanto miope e allo stesso tempo tanto invasiva (qui)!

Come si fa a non capire che il crocifisso è parte della tradizione italiana che,  indipendentemente da come la si pensi in fatto di fede, è culturalmente e storicamente cattolica?

La cosa e tanto più grave se si pensa a quello che realmente lede il diritto alla libertà cioè la mancata applicazione sul piano economico della parità scolastica.

Il Governo, che ha annunciato subito e correttamente il ricorso contro la sentenza, si ricordi anche che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (articolo 3 della Costituzione).