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Due parole sulla campagna elettorale

Cari amici, in primo luogo devo ringraziare quanti di voi hanno scritto parole bellissime sulla mia candidatura al Senato, incoraggiandomi ad andare avanti e assicurandomi il proprio sostegno.

Una candidatura che vivo prima di tutto come un servizio reso ad un progetto – quello della lista “Noi con l’Italia – UDC” – nel quale credo molto e che considero come la possibilità di restituire alla politica una proposta moderata nei toni ma assolutamente radicale nelle proposte (sostegno alla libertà di educazione, centralità della persona, libertà di intrapresa, valorizzazione delle autonomie e riduzione dell’invadenza dello Stato nella vita delle persone).

Non è però mio costume illudere gli elettori che un tempo mi hanno sostenuto nella mia avventura elettorale a Milano nei consigli di zona: le possibilità che questa candidatura si possa trasformare in un incarico sono molto remote, complice una legge elettorale nazionale che non prevede l’espressione della preferenza per la scelta del proprio rappresentante.

Di contro però esiste un ambito nel quale l’esercizio del voto popolare è ancora possibile e dove è anzi FONDAMENTALE esprimere la preferenza per un candidato: le elezioni regionali che si svolgeranno insieme alle politiche il prossimo 4 marzo.

Alla regione – oggi come cinque anni fa – ho quindi scelto di sostenere la candidatura di LUCA DEL GOBBO.

Conosco Luca da quasi vent’anni e abbiamo avuto spesso l’occasione di lavorare insieme già al tempo della sua avventura come sindaco di Magenta. In particolare nei cinque anni appena trascorsi ho fatto parte del gruppo tecnico che ha realizzato, su sua indicazione e stimolo, i lavori preparatori per la realizzazione della legge sul Fattore Famiglia Lombardo. Più di recente mi ha voluto come responsabile del suo staff nell’assessorato che dirige dal 2016.

Come me Luca ha cominciato la sua esperienza politica “dal basso”, nel consiglio comunale di Magenta, città che ha amministrato come Sindaco per dieci anni con risultati eccezionali riconosciuti perfino dai suoi oppositori, risultati che sono testimoniati anche dai numeri della sua seconda elezione, avvenuta con oltre il 67% delle preferenze!

Cinque anni fa è stato eletto consigliere in Regione Lombardia, dove ha svolto prima il ruolo di capogruppo e poi quello di assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation, un’esperienza impegnativa e affascinante. Una scuola di politica e buona amministrazione che si è posta in continuità con i dieci anni di sindaco a Magenta.

Oggi DEL GOBBO si ricandida alla Regione Lombardia con un bagaglio di esperienze che mette al servizio del bene comune e un programma semplice e allo stesso tempo ambizioso:

FAMIGLIA. Il Fattore Famiglia Lombardo (FFL), che su sua proposta è diventato legge regionale, va applicato a tutti i servizi erogati da Regione Lombardia. Con questo indicatore, l’Isee viene modificato con l’introduzione di elementi di premialità per le famiglie. Anche a livello nazionale, il nostro partito vuole inserire il Fattore famiglia nella dichiarazione dei redditi Irpef, con aumento e graduazione delle detrazioni in base al numero dei figli, arrivando a modificare l’ISEE, da cui escludere il possesso della prima casa.

IMPRESA E LAVORO. Sostegno alle imprese che innovano e contribuiscono ad accrescere lo sviluppo tecnologico e prosecuzione della riduzione del peso burocratico e fiscale che grava sulla loro attività. In Lombardia abbiamo favorito tutto questo con due leggi, la 11/2013 e la 29/2016, per far incentivare la competitività e favore più ricerca e innovazione. A livello nazionale, lavoreremo per ridurre il cuneo fiscale, per sostenere il credito alle PMI e per reintrodurre i voucher per il lavoro occasionale e contro il lavoro nero.

EDUCAZIONE E SCUOLA. La libertà di scelta è il faro che ha guidato le politiche regionali degli ultimi 20 anni. Continueremo su questa strada, dando ancor più forza agli strumenti che favoriscono una vera parità scolastica e una reale libertà educativa per le famiglie (Dote e Buono scuola).

E infine l’AUTONOMIA, l’unica strada per permettere a chi è più vicino ai bisogni della gente di agire meglio e più rapidamente di uno Stato centrale spesso lento e inefficace.

E’ per questi motivi che chiedo a tutti i miei amici di VOTARE E FAR VOTARE LUCA DEL GOBBO, sulla schede VERDE barrando il simbolo “Noi con L’Italia – UDC” e scrivendo DEL GOBBO sulla riga accanto.

Grazie a tutti.

Un caro saluto

Massimiliano Bombonati

P.s. per sostenere la mia candidatura al Senato invece (scheda gialla) basta una croce sul simbolo “Noi con L’Italia” il mio nome è già scritto sulla scheda.

Come si vota Del Gobbo

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4 Marzo 2018 – Perchè torno in pista

Non vi annoierò con mirabolanti dichiarazioni su quanto siano alti e universali i valori a cui mi ispiro.

Non sprecherò il vostro tempo prezioso nel cercare di convincervi di quanto sia importante mettere al centro dell’azione politica la Persona, coi suoi desideri e i suoi bisogni.

Resisterò anche alla tentazione di spiegare perché “ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica ed individuale”, preferisco “uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private”.

Vi dirò solo che mi candido al Senato nel collegio 4 Lombardia con la lista “Noi con l’Italia – UDC” per dare il mio contributo, insieme a tanti amici che ci hanno voluto mettere la faccia, perché l’affermazione ‘più società e meno Stato’ non rimanga una bella idea o uno slogan elettorale ma possa camminare sulle gambe di uomini e donne liberi e forti.

NCD: un problema di metodo (o dell’amicizia)

Ncd è un colabrodo con enormi contraddizioni e si può tranquillamente affermare che come alternativa alla sinistra funzioni unicamente in Regione Lombardia dove è ancorato saldamente al centrodestra e dove soprattutto costituisce valore aggiunto alla coalizione di governo, entrando nel merito dei provvedimenti di giunta e dando il proprio contributo intellettuale e politico (basti pensare al percorso emendativo della riforma sanitaria). In Lombardia sono migliori? Non mi spingerei ad un giudizio così perentorio, anche perché, lavorando per la struttura tecnica di supporto legislativo al Gruppo, peccherei di presunzione. In Lombardia però, forse come retaggio di un sistema politico che risale al periodo formigoniano, esiste un metodo di lavoro che i consiglieri hanno sempre adottato ed è che le scelte si fanno insieme. Si può dire tranquillamente che l‘unica cifra distintiva di NCD è appunto questo metodo e nulla più. Certo ci sono fibrillazioni e divergenze ma è chiaro a tutti che questa zattera è anche l’unico mezzo possibile per tentare la traversata.
La decisione solitaria del mio amico Massimiliano Salini , prima che sbagliata tatticamente (ce lo dirà la cronaca dei prossimi giorni) è innanzitutto una ferita inferta a questo metodo.
Il mio giudizio di merito è solo logica conseguenza.

Precisazione dei vice coordinatori del Nuovo Centrodestra di Milano Massimiliano Bombonati e Federico Illuzzi in merito alle affermazioni di Nicolò Mardegan

“Il coordinamento del Nuovo Centrodestra di Milano è rimasto saldamente al suo posto e continua a lavorare per costruire, insieme ai milanesi, un progetto serio e credibile per il futuro della citta’. Non c’è stata alcuna fuga da Ncd, come invece vuole fare intendere Mardegan, perché tutte le persone citate che avrebbero lasciato in coordinamento, salvo poche eccezioni non ricoprivano alcuna carica, in certi casi non erano nemmeno iscritti al partito. Chi ha fatto scelte diverse, decidendo di dividere il suo percorso da quello di Ncd, persegua la sua strada e i suoi obiettivi senza per questo svilire il progetto e l’entusiasmo di chi invece vuole continuare nel Nuovo Centrodestra. insieme ai circoli, alle forze sociali e produttive della città, alle famiglie, lavoreremo per costruire una alternativa seria al pre pensionato Pisapia e alla sinistra. E lo faremo con assoluta determinazione, ben lontane da logiche di convenienza politica e partitica”