Archivio della categoria: Nuovo Centrodestra

NCD: un problema di metodo (o dell’amicizia)

Ncd è un colabrodo con enormi contraddizioni e si può tranquillamente affermare che come alternativa alla sinistra funzioni unicamente in Regione Lombardia dove è ancorato saldamente al centrodestra e dove soprattutto costituisce valore aggiunto alla coalizione di governo, entrando nel merito dei provvedimenti di giunta e dando il proprio contributo intellettuale e politico (basti pensare al percorso emendativo della riforma sanitaria). In Lombardia sono migliori? Non mi spingerei ad un giudizio così perentorio, anche perché, lavorando per la struttura tecnica di supporto legislativo al Gruppo, peccherei di presunzione. In Lombardia però, forse come retaggio di un sistema politico che risale al periodo formigoniano, esiste un metodo di lavoro che i consiglieri hanno sempre adottato ed è che le scelte si fanno insieme. Si può dire tranquillamente che l‘unica cifra distintiva di NCD è appunto questo metodo e nulla più. Certo ci sono fibrillazioni e divergenze ma è chiaro a tutti che questa zattera è anche l’unico mezzo possibile per tentare la traversata.
La decisione solitaria del mio amico Massimiliano Salini , prima che sbagliata tatticamente (ce lo dirà la cronaca dei prossimi giorni) è innanzitutto una ferita inferta a questo metodo.
Il mio giudizio di merito è solo logica conseguenza.

Precisazione dei vice coordinatori del Nuovo Centrodestra di Milano Massimiliano Bombonati e Federico Illuzzi in merito alle affermazioni di Nicolò Mardegan

“Il coordinamento del Nuovo Centrodestra di Milano è rimasto saldamente al suo posto e continua a lavorare per costruire, insieme ai milanesi, un progetto serio e credibile per il futuro della citta’. Non c’è stata alcuna fuga da Ncd, come invece vuole fare intendere Mardegan, perché tutte le persone citate che avrebbero lasciato in coordinamento, salvo poche eccezioni non ricoprivano alcuna carica, in certi casi non erano nemmeno iscritti al partito. Chi ha fatto scelte diverse, decidendo di dividere il suo percorso da quello di Ncd, persegua la sua strada e i suoi obiettivi senza per questo svilire il progetto e l’entusiasmo di chi invece vuole continuare nel Nuovo Centrodestra. insieme ai circoli, alle forze sociali e produttive della città, alle famiglie, lavoreremo per costruire una alternativa seria al pre pensionato Pisapia e alla sinistra. E lo faremo con assoluta determinazione, ben lontane da logiche di convenienza politica e partitica”

Ncd: nuova segreteria per Milano, “citta’ tradita da Pisapia”

Il Coordinamento cittadino di NCD

Ncd: nuova segreteria per Milano, “citta’ tradita da Pisapia” (3)

(AGI) – Milano, 28 lug. – “Milano riparta dai milanesi, che dovranno tornare ad essere i protagonisti delle scelte e delle politiche della loro citta'”, ha affermato, dal canto suo, Massimiliano Bombonati, 37 anni, nominato vice coordinatore cittadino di Ncd con delega alla formazione e diffusione sul territorio. “I nostri circoli costituiscono la base di una nuova grande stagione per Milano – ha aggiunto Bombonati -: saranno le antenne della societa’ civile, il luogo dove tornare ad ascoltare la gente e promuovere azioni concrete per il territorio in stretta relazione con le istituzioni locali e in special modo con i Consigli di zona, le realta’ piu’ vicine alla gente. Il mio impegno in questa direzione sara’ totale e incondizionato”. (AGI) Red/Fed

NCD: una scelta coraggiosa

NCD‬ è una scelta coraggiosa e avara di consensi:  è difficile sostenere le scelte di responsabilità che abbiamo dovuto prendere. Ma se guardo indietro all’esperienza di questi mesi, vedo con chiarezza il valore aggiunto della nostra presenza e delle nostre posizioni: penso alla difesa della vita nascente tutelata dai fondi Nasko e Cresco in Regione Lombardia, al sostegno alle autonomie funzionali rappresentate dalle Camere di commercio che una riforma populista e frettolosa vuole cancellare, alla chiara scelta europeista contro la demagogia dei “No Euro”, alla proposta della Flat Tax per un fisco più equo e al Fattore Famiglia come prospettiva di aiuto concreto per quei baluardi dell’assistenza pubblica che sono le famiglie naturali… tutte posizioni che hanno pagato poco forse in termini di consensi immediati ma che in prospettiva stanno gettando le basi culturali e politiche sulle quali riaggregare il voto dei moderati in Italia. Fare la cosa giusta con l’ottimismo della volontà e (forse) il pessimismo della ragione. Questo è il Nuovo Centrodestra.

Centrodestra, primum vivere…

Lo hanno già scritto in molti ma forse non tutti lo hanno colto nella sua reale portata: non sono i singoli partiti che compongono la (sempre più piccola) galassia del Centrodestra italiano ad avere perso in varia misura le elezioni.
E’ il centrodestra come offerta politica nel suo insieme e più in generale il bipolarismo che pare avere imboccato il viale del tramonto.

Non si può e non si deve dare la colpa all’eccessivo frazionamento partitico. Solo pochi anni fa lo schieramento moderato contava almeno tre partiti neo DC, uno di destra sociale e una di destra liberale più tutte le liste satellite di Forza Italia e la Lega Nord eppure riusciva ad essere sintesi del blocco moderato che in esso trovava piena rappresentanza.
Oggi si è rotto il giocattolo. Bisogna avere il coraggio di prenderne atto.
Con un Partito Democratico – che molti stentano a definire ancora di sinistra –  sopra il 40% che pare destinato a sostituire la peggiore Balena Bianca degli anni ’80 come partito – stato,  e dall’altra il M5S di Grillo a costituire di fatto il duopolio del mercato politico, che spazio rimane per un prodotto targato centrodestra?
Prima ancora occorre analizzare quale sia stata l’offerta che i partiti a vario titolo eredi del PDL e della Casa delle Libertà hanno proposto in queste elezioni. FI, privata del leader storico ha lanciato uno slogan francamente incomprensibile, ondeggiando tra euroscetticismo ed adesione al PPE dove milita anche la Merkel; la Lega – forse l’unica vincitrice – arroccata ferocemente su posizioni anti euro insieme a Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra, unica forza europeista, che non ha saputo convincere gli elettori di poter rappresentare il motore del rinnovamento liberale dello schieramento, in questo pesando a mio giudizio in maniera decisiva il sostegno al Governo Renzi.
Per l’NCD in particolare il problema è ancora più evidente. Esiste una oggettiva impossibilità a riavvicinarsi a FI e Lega stanti le attuali posizioni e si sta condannando alla marginalità politica, continuando a sostenere il PD in un governo ben diverso da quello di emergenza nazionale presieduto da Letta per il quale l’NCD stesso aveva consumato la scissione.
Eppure io credo che pur essendo carente l’offerta, la domanda di centrodestra esista ancora. La rivoluzione liberale, la difesa della vita, della libera impresa, della scuola paritaria non hanno trovato casa presso il PD.
Ci sono però tre condizioni:
1- Chiarezza ideale: non si può essere liberali e socialisti a giorni alterni. Facciamocene una ragione.
2- Coerenza operativa: non si può cancellare l’ICI sulla prima casa e poi inventarsi l’IMU…
3- Nuova leadership: c’è posto per tutti ma basta coi dinosauri.
Ne parleremo, spero, nella prossima Assemblea Nazionale di NCD.